La prima settimana di vendite ha portato decisamente bene ai White Lies: malgrado i rumors inglesi li dessero come leader della classifica degli album e dopo qualche giorno abbiano dovuto cedere il primato a Richard & Adam, scivolando poi in quarta posizione, il loro nuovo e terzo disco Big TV ha ottenuto davvero un ottimo riscontro di pubblico. Uscito il 12 Agosto, Big TV è nelle intenzioni un ulteriore passo in avanti per i White Lies.
C’è un concept tematico dietro il disco ed è la decisione di una giovane coppia di lasciare il paesino e trasferirsi in una grande città, che comporta cambi di equilibri e sentimenti. La formazione e maturazione di fronte ad un cambiamento non è certamente un’avanguardia assoluta ma offre sempre spunti interessanti e i testi di questo Big Tv ne sono all’altezza: Harry McVeigh, Charles Cave e Jack Lawrence-Brown parlano con cognizione di causa, come se l’esperienza l’avessero vissuta davvero. Quello che non convince in questo nuovo lavoro dei White Lies sono le musiche. Lo sforzo di voler creare un sound omogeneo che ricalchi il concept tematico è notevole, così come la volontà di non perdere le radici di pubblico che hanno fatto la fortuna del trio londinese, ma in questo caso l’equilibrio è decisamente spostato verso la perplessità della scelta della produzione, affidata a Ed Buller. Il singolo promozionale There Goes Our Love Again è davvero un primo estratto perfetto per l’orecchiabilità e la melodia del brano, l’equilibrio tra certe reminiscenze anni Ottanta di alto livello quali i Joy Division, che aleggiano a mo’ di aura su tutti i brani, con una base indie rock all’inglese di matrice primi Duemila; purtroppo però l’impressione generale è quella di un fastidioso deja-vù del pop Eighties dominato

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